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mercoledì 4 maggio 2016

Frittelle di fiori d'acacia.

Buon giorno a tutti!!
Oggi vi propongo la ricetta di un antipasto, in piemontese anche chiamato "friceu 'd fiur 'd gasia", che penso possa rappresentare molto bene il mese di maggio, tradizionalmente riconosciuto da tutti come il "mese dei fiori"!
Mah..."fiori" mi direte voi? E giá perchè i fiori d'acacia, oltre ad essere una calamita per le api che producono il miele (d'acacia per l'appunto!) sono utilizzati anche come ingrediente per diverse ricette, sia dolci che salate (frittate, frittelle, marmellate...).
L'unica pecca è che se volete provare questo antipastino dovete sbrigarvi perché la fioritura, purtroppo, dura solo due mesetti, maggio e giugno.


INGREDIENTI (4 persone)
16 grappoli di fiori di acacia
Farina 0 q.b.
Acqua frizzante (fredda)
Olio di arachidi q.b.
Sale q.b.


PROCEDIMENTO
Mischiate acqua e farina (setacciata) in modo da ottenere una pastella liscia e densa (è fondamentale che si riesca ad ottenere una consistenza di pastella in grado di attaccarsi bene ai fiori).
Immergete il rametto che tiene insieme i fiori direttamente nella pastella ma ricordatevi che il rametto, in sé e per sé, non è commestibile, ma solo un valido aiuto (tipo spiedino) alla frittura dei fiori.
Friggete in olio bollente (sconsiglio l'olio extra vergine di oliva perché potrebbe coprire il gusto già delicato dei fiori d'acacia) e scolate su carta assorbente.
Salate a piacimento e servite caldo.


CONSIGLI E/O VARIANTI
Le frittelle di fiori d'acacia potrebbero anche avere una variante dolce: basta togliere il sale e aggiungere nella pastella il miele ed un poco di zucchero.
Se poi vi piace sperimentare una cucina un pó floreale, ne approfitto per riportarvi due ricette pubblicate qualche mese fa....quella dell'insalata di fichi alla lavanda e quella degli spatzle di ceci con verdurine e lavanda.

Un bacione a tutti!

Elena

domenica 19 ottobre 2014

Cipolline di Ivrea in agrodolce.

Tutti conoscono le cipolline borettane!! Ma chi di voi sa dirmi qualcosa sulle cipolline di Ivrea?
Ivrea è un comune della provincia di Torino, famosa per la spettacolare battaglia delle arance durante il periodo di carnevale. Io la conosco anche per altri due motivi: il primo (di tipo lavorativo) per le infinite code presso le cancellerie del Tribunale (O_O), il secondo (di tipo gastronomico) per le cipolline di Ivrea.
Queste cipolline sono di piccolissime dimensioni, hanno diametro variabile, comunque inferiore ai 3 cm, sono particolarmente indicate per l'utilizzo industriale (soprattutto per sottaceti!!) e sono rinomate per il gusto fine e delicato: in parole spicciole...sono buonissime!!!!
Io ve le propongo leggermente speziate ed in agrodolce!!!

 
INGREDIENTI (6 persone)
600 g di cipolline (tipo borettane o di Ivrea)
500 ml di aceto di mele biologico
80 g di zucchero
5 chiodi di garofano
5 foglie di alloro
20 grani di pepe nero
sale q.b.

PROCEDIMENTO
Scottate le cipolline in acqua bollente salata, scolatele dopo un paio di minuti, poi sbucciatele delicatamente eliminandone la pellicina esterna.
Sciacquate velocemente le cipolline sotto l'acqua corrente così da eliminare qualsiasi residuo poi lasciate scolare per bene.
Versate l'aceto in una casseruola e portate ad ebollizione.
Aggiungete lo zucchero, l'alloro, i chiodi di garofano ed i grani di pepe nero.
Unite le cipolline, aggiustate di sale e lasciate cuocere per una decina di minuti.  
 
 
Sterilizzate i barattoli in acqua bollente, poi lasciateli scolare su un panno pulito.
Scolate le cipolline con l'aiuto di una schiumarola, distribuitele nei vasetti appena sterilizzati e coprite con il liquido di cottura.
Chiudete ermeticamente i vasetti e fate riposare per almeno un mese al riparo dalla luce, in un luogo asciutto e fresco.
 
 
SUGGERIMENTI E/O VARIANTI
I chiodi di garofano sono molto aromatici: per dare un tono meno speziato alle vostre cipolline diminuite (o, a piacimento, eliminate) la dose indicata negli ingredienti, eventualmente sostituendola con più foglie di alloro.
 
Alla prossima, Elena



giovedì 11 settembre 2014

Chips di zucca al rosmarino.

Oggi vi presento una ricetta dal colore e dal sapore prettamente autunnale: è la ricetta delle chips di zucca al rosmarino, ottimo finger food adattissimo per aperitivi, rinfreschi e merende!!
La zucca in questione, in realtà la prima di molte, proviene direttamente dall'orto dei miei genitori: è la "figlia" di una zucca comprata l'anno scorso al mercato di Chivasso poi portata a mia mamma che, a tempo debito, ne ha piantato i semi, ricavato dei piantini (tenerissimi!!!) che, successivamente, sono stati trapiantati a terra. Altro che tracciabilità del prodotto eh?
 
 
INGREDIENTI (4 persone)
600 g di zucca (tipo piacentina)
farina q.b.
sale q.b.
3 ciuffi di rosmarino
olio di arachidi q.b.
 
PROCEDIMENTO
Tagliate la zucca in più parti (almeno 4), eliminando semi e filamenti.
 
 
Pelate la zucca poi affettatela con un'affettatrice o un pelapatate.
 
 
Infarinate una alla volta le fettine di zucca poi passatele al setaccio così da eliminare la farina in eccesso.
 
 
Sciacquate il rosmarino sotto l'acqua corrente, asciugatelo con un panno pulito poi con un coltello da cucina tritatene finemente gli aghi.
Fate riscaldare abbondante olio di arachide poi, quand'è bello caldo, friggete le fettine di zucca togliendole dopo pochissimi minuti e appena diventano croccanti.
 
 
Fate asciugare le chips di zucca su carta assorbente poi salate e spolverate con abbondante rosmarino tritato.
Servite subito e buon appetito!!
 
 
SUGGERIMENTI E/O VARIANTI
Tengo a precisare che le zucche non sono tutte uguali!! Come per le patate esistono diverse varietà, ciascuna con il proprio utilizzo.
Per le chips di zucca vi consiglio vivamente zucche sode e farinose come la cd. "piacentina", riconoscibile dal colore verde grigio della buccia e giallo-arancio della polpa.
 
Alla prossima, Elena

venerdì 5 settembre 2014

Pappa col pomodoro.

Eccomi dinuovo qua!! Oggi voglio condividere con voi la ricetta dell'arcinota "pappa col pomodoro", ricetta di origine toscana ormai conosciuta in tutta Italia presumo anche grazie alla canzone di Rita Pavone e al personaggio di Gian Burrasca.
Di fatto poi, per quanto nota, tutte le volte che sono andata in Toscana  non mi è mai capitato di trovarmela in menu!! Ed è un vero peccato perché la "pappa col pomodoro" è buona, tanto buona!!!
Per rendere l'idea...avete presente quando dopo un bel piatto di spaghetti al pomodoro decidete di pulire il tutto con una bella "scarpetta" di pane??? Non male eh??? Ecco...la pappa al pomodoro mi ricorda un'enorme "scarpetta"...e merita di essere provata!!!
 
 
INGREDIENTI (4 persone)
1 kg di pomodori maturi
5 fette di pane rustico raffermo
2 cipolle rosse
3 spicchi di aglio
2 ciuffi di basilico
origano q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
 
PROCEDIMENTO
Pelate le cipolle, affettatele sottilmente e fatele imbiondire in un tegame di coccio (o in una pentola antiaderente) con tre cucchiai di olio extra vergine di oliva.

 
Lavate, pelate e tagliate i pomodori a cubetti poi versateli nel tegame insieme alla cipolla.


Profumate con il basilico spezzettato grossolanamente, aggiustate di sale e lasciate cuocere per circa 30 minuti a fuoco medio basso.


Nel frattempo, strofinate ben bene l'aglio sulle cinque fette di pane e fate cuocere ciò che vi avanza insieme al pomodoro.
Tagliate il pane a tocchetti poi aggiungetelo al pomodoro: mescolate bene e completate la cottura per altri cinque minuti avendo cura di aggiungere uno o due mestoli di acqua calda se vi accorgete che la "pappa" risulta un po' troppo asciutta.
Spegnete, spolverate con un po' di pepe e di origano, mescolate, coprite con un coperchio e lasciate riposare per una mezz'oretta.
Trascorso il tempo di riposo, mescolate con energia al fine di "spappolare" il pane.
Impiattate e servite subito.


Buon appetito e...viva la pappa col pomodoro!!!

Elena

domenica 29 giugno 2014

Spatzle di ceci con verdurine al profumo di lavanda.

Se nella ricetta delle zucchine in carpione abbiamo voluto presentarvi un antipasto tipicamente piemontese, oggi ci dedicheremo ad un primo piatto creato apposta per la raccolta di ricette "Voglia di...orto in tavola".
Gli spatzle sono gnocchetti di farina di grano tenero originari della Germania meridionale e diffusissimi anche in Trentino e Tirolo. Io li ho mangiati per la prima volta ad Innsbruck ed è stato un colpo di fulmine: li adoro!!
Oggi apporteremo qualche modifica vegan alla ricetta originale; useremo l'acqua e non il latte, elimineremo le uova e aggiungeremo alla farina 0 la farina di ceci. Poi, una volta cotti gli gnocchetti, andremo a condire con verdure e lavanda: le prime rigorosamente provenienti dall'orto di mio suocero, la seconda dal nostro balcone!!! 
 
 
Tutti gli spatzle, indipendentemente dagli ingredienti con cui sono fatti, hanno una caratteristica forma a goccia che si ottiene con un apposito attrezzo chiamato "spatzlehobel": una specie di grattugia formata da una base bucherellata sulla quale scorre un recipiente contenente l’impasto che viene fatto scorrere avanti e indietro come se fosse un carrellino.
 
 
L’impasto cola attraverso i buchi e viene tagliato dal carrellino, le gocce cadono nell’acqua bollente e riemergono in superficie quando sono cotte.
 
INGREDIENTI (5 persone)
250 g di farina 0
250 g di farina di ceci
250 g di piselli
250 g di carote
250 g di zucchine medio-piccole
mezza cipolla di Tropea grande
3 spighe di lavanda
olio evo q.b.
sale q.b.
 
PROCEDIMENTO
Per il condimento: lavate e spuntate le zucchine poi dividetele in due o tre parti più o meno uguali; ciascuna parte tagliatela a fette e ciascuna fetta a fiammifero. Lo stesso fate per le carote che andranno pelate, sciacquate sotto l'acqua corrente e tagliate come le zucchine.
I piselli, se freschi, andranno tolti dai loro baccelli; la cipolla e la lavanda andranno tritate finemente.
 
 
A questo punto fate soffriggere la cipolla suddividendola in tre padelle distinte, poi aggiungete le verdure, sempre tenendole separate.
Fate cuocere le verdure a fuoco basso, salate, mescolate di tanto in tanto e, se necessario, aiutate la cottura aggiungendo un mestolo d'acqua calda.
Spegnete a cottura ultimata e mettete da parte.
Per gli spatzle: versate in una ciotola capiente la farina 0 e la farina di ceci poi, con un cucchiaio, mescolate bene le due farine.
Aggiungete due cucchiaini rasi di sale e, poco per volta, l'acqua (avendo cura di mescolare in continuazione con l'apposita frusta per amalgamare tutti gli ingredienti e raggiungere una consistenza "collosa").
 
 
Mettete a bollire una pentola di acqua e quando bolle salatela. Prendete l'apposito attrezzo per spatzle (lo spatzlehobel), posizionatelo sulla pentola dell'acqua e riempitelo di impasto poi fate fuoriuscire gli gnocchetti facendo scorrere avanti e indietro l'apposito carrellino; gli spatzle sono cotti quando vengono a galla.

 
Una volta cotti tutti gli gnocchetti scolateli e fateli saltare in pentola insieme alle verdure.
Impiattate, spolverate con la lavanda tritata e servite subito!!!


Con questa ricetta, prettamente vegana, partecipo alla raccolta di ricette rinvenibile sul sito Oggi Pane e Salame, domani..., una raccolta di ricette che non poteva non fare al caso nostro: "Voglia di...orto in tavola".
In bocca al lupo.

Elena

venerdì 27 giugno 2014

Zucchine in carpione.

Oggi voglio condividere con voi la ricetta dei "cusot al brusc", antipasto tipicamente piemontese, estivo e...decisamente di stagione!!! Così di stagione che dagli orti dei nostri genitori stanno arrivando una marea di zucchine!!
Zucchine a go-go, dunque, tanto che la scelta di farle in carpione è dipesa più che altro dalla necessità di prolungarne la conservazione per qualche giorno.

 
INGREDIENTI (8 persone)
1 kg di zucchine medio-piccole
1 cipolla di Tropea grande
20 foglie di salvia
2 bicchieri di aceto di mele biologico
2 bicchieri di acqua
olio evo q.b.
sale q.b.
 
PROCEDIMENTO
Lavate e spuntate le zucchine, poi dividetele in tre parti più o meno uguali; ciascuna parte tagliatela a metà e ogni metà in 3 o 4 parti in modo da ricavarne dei "tronchetti" lunghi un dito e larghi poco più di 1 cm.
Friggete le zucchine in abbondante olio extra vergine di oliva, eventualmente anche in due o tre tornate a seconda della pentola e della quantità.
 
 
Cotte le zucchine toglietele dall'olio con l'aiuto di una schiumarola (o di un mestolo bucato) e fatele "scolare" su della carta fritti o dello Scottex affinché questi possano assorbirne l'olio in eccesso; salate e ripetete l'operazione fino a cottura di tutte le zucchine.
Disponete le zucchine in una pirofila di ceramica (o vetro) dai bordi abbastanza alti e mettete da parte. 
 
Per la marinatura, invece, fate scaldare in un pentolino due bicchieri di aceto di mele biologico allungato con due bicchieri di acqua; nel frattempo prendete la cipolla di Tropea, sbucciatela e tagliatela a rondelle molto sottili.
 
 
Fate soffriggere la cipolla nella stessa padella in cui avete fritto le zucchine poi, aggiungete le foglie di salvia e, subito dopo, l'aceto ormai caldo. 


Portate ad ebollizione aggiungendo alla marinatura un cucchiaino raso di sale fino poi, raggiunto il bollore, versate il tutto sugli zucchini.
Lasciate raffreddare e servite dopo qualche ora: più passa il tempo e più gli zucchini in carpione sono buoni!!!

 
SUGGERIMENTI E/O VARIANTI
La cottura delle zucchine non è da sottovalutare in questa ricetta; è bene, infatti, friggerle a fuoco medio e toglierle dall'olio ancora croccanti e mai mollicce...mi raccomando!!!
 
Con questa ricetta, prettamente vegana, partecipo alla raccolta di ricette rinvenibile sul sito Oggi Pane e Salame, domani..., una raccolta di ricette che non poteva non fare al caso nostro: "Voglia di...orto in tavola".
 
Buona fortuna a tutti!!!
 
Elena